Dulce Lopes Ponte de Souza Brito e la piccola via

Canonizzata da Papa Francesco il 13 ottobre 2019, Dulce Lopes Ponte de Souza Brito, perde entrambi i genitori, ma si fa madre degli orfani della società brasiliana, ed è chiamata per questo “la Madre Teresa del Brasile”. In lei, la carità prende la forma del servizio totale ai poveri, che tocca con mano già dall’età di 18 anni, quando con la zia affidataria visita una delle zone più povere della sua città natia, Salvador de Bahia.

Per Maria Rita – questo il suo nome di Battesimo – la carità non è qualcosa di spettacolare: il suo modello è la piccola via di Santa Teresa del Bambin Gesù, tant’è che la sua missione è compiere “piccolti atti d’amore”. Entra nella Congregazione delle Suore Missionarie dell’Immacolata Concezione della Madre di Dio mentre prende sempre più corpo in lei il servizio totale a Cristo sposo, che ritrova subito nei volti dei poveri della favela di Alagados.

Prega e coltiva l’impegno sociale della Chiesa: fonda, infatti, l’Unione dei lavoratori di San Francesco con lo scopo di istruire gli operai. Si rivolge, dunque, ai malati e alla loro riabilitazione. Dopo tentativi, presto soffocati, di creare strutture di ricovero in loco, nel 1949 ottiene dalla madre superiora di poter utilizzare il grande pollaio annesso al convento come ospedale da campo. Oggi colà sorge l’ospedale di San Antonio, struttura all’avanguardia nelle terapie oncologiche. Nel 1990 la sua salute peggiora. Un anno dopo, durante il suo viaggio apostolico in Brasile, papa Giovanni Paolo II le fa visita a São Salvador. Di lei, disse: “Questa è la sofferenza dell’innocente. Uguale a quella di Gesù”.

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