San Luigi Orione e la Madonna

L’oratorio improvvisato da Don Luigi Orione sotto le volte del Duomo di Tortona fu chiuso, e i ragazzi si ritrovarono in mezzo alla strada. Nel dolore della chiusura dell’oratorio Don Luigi si rivolse alla Madonna: «M’inoltrai nel giardino del Vescovo, m’inginocchiai davanti alla statuetta della Madonna, pregai. Poi presi la chiave, con cui avevo chiuso la porta dell’Oratorio, e la legai al braccio della Madonna. L’Oratorio era chiuso, io non potevo più farci nulla, ci pensasse Lei. E con la morte nel cuore, andai su, nella mia cameretta. Mi appoggiai al davanzale della stanza, mi misi alla finestra, a guardare giù l’Oratorio, che non si sarebbe più riaperto, e a piangere e pregare. Piansi come piange un bambino, con l’abbandono, l’innocenza e la fede di un bambino. E pregai la Madonna, e misi me e tutto l’Oratorio nelle sue mani. E così, pregando e piangendo, e facendo il sacrificio di tutto, e offrendo tutto alla Madonna, senza accorgermene, mi addormentai».

La Madonna aiutò Luigi, che non si arrese, e continuò l’oratorio in forma itinerante: sui prati o tra i ruderi del castello. In seguito il vescovo di Tortona, mons. Igino Bandi chiamò Luigi e gli mise a disposizione il giardino dell’episcopio.

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